Wallflower è in lingua inglese il termine gentile, che richiama un variegato tipo di violetta, che in italiano traduciamo più barbaramente in
‘carta da parati’ riferendosi a quel genere di persona un po’ solitaria che non si nota.
Eugene, il
“Monster of the Week”, è appunto una ‘carta da parati’, un uomo-camaleonte, frutto di un disordine genetico e della ricerca scientifica, che non desidera altro che essere accettato e considerato dal prossimo.
In un laboratorio da brivido calato in un’atmosfera tra
“Profumo” di Suskind e
“L’uomo invisibile” di Wells, Eugene
raccoglie frammenti di vita delle persone che gli vivono accanto senza accorgersi di lui. L’unico modo, oltre all’omicidio e alla sottrazione della pigmentazione delle sue vittime, per sottrarsi alla solitudine... Sigh. Vittime che, a causa della condizione in cui viene ritrovato il corpo, sembrano inizialmente essere state uccise da picchi di adrenalina provocati dal terrore, come in
2.05 Dream Logic.