Traduco un bell'articolo di Maureen Ryan per HuffingtonPost.com sulla da poco conclusa serie Awake e alcuni interrogativi sul futuro delle produzioni TV dei grandi network americani.
Anch'io, come l'autrice, consiglio la visione di questa tanto breve quanto incredibile serie a chi ancora non l'avesse vista e volesse trovare un po' di respiro nel lungo summer hiatus appena iniziato che ci separa dalla prossima (e sob!) ultima stagione di Fringe.
Ho trascorso molto tempo questa settimana guardando i pilot degli show che le reti trasmetteranno questo autunno.
Sono un gruppo variegato ma due sono le cose che ho notato: in primo luogo mi hanno fatto apprezzare lo strano, evocativo "Awake" concluso nella sua prima e unica stagione. E secondo, mi hanno fatto chiedere se uno dei nuovi show raggiungerà la sua stessa poesia emotiva e visiva. Non ho ancora finito di vedere tutti i pilot inviati dai network (e ancora non li hanno consegnati tutti) ma ho purtroppo la convinzione che questo sarà un ostacolo che le frequenti pallide nuove offerte non saranno in grado di superare.












