11.18.2011

4.07 "Wallflowers"

Wallflower è in lingua inglese il termine gentile, che richiama un variegato tipo di violetta, che in italiano traduciamo più barbaramente in ‘carta da parati’ riferendosi a quel genere di persona un po’ solitaria che non si nota.

Eugene, il “Monster of the Week”, è appunto una ‘carta da parati’, un uomo-camaleonte, frutto di un disordine genetico e della ricerca scientifica, che non desidera altro che essere accettato e considerato dal prossimo.

In un laboratorio da brivido calato in un’atmosfera tra “Profumo” di Suskind e “L’uomo invisibile” di Wells, Eugene raccoglie frammenti di vita delle persone che gli vivono accanto senza accorgersi di lui. L’unico modo, oltre all’omicidio e alla sottrazione della pigmentazione delle sue vittime, per sottrarsi alla solitudine... Sigh. Vittime che, a causa della condizione in cui viene ritrovato il corpo, sembrano inizialmente essere state uccise da picchi di adrenalina provocati dal terrore, come in 2.05 Dream Logic.

11.11.2011

4.06 "And those we left behind"

Un sogno dolorosamente bello ricorda a Peter ciò che, suo malgrado, si è lasciato alle spalle e che, come per i protagonisti dell’episodio, non può fare a meno di tentare di riavere.

Il filo che unisce questo episodio a 4.06 Novation e, ancora una volta, a 2.18 White Tulip, ha la forma della spirale aurea di Fibonacci come la posizione geografica degli eventi Fringe che si stanno verificando. Del resto la storia che si ripete, sempre uguale ma con piccole differenze, è alla base di tutta la costruzione narrativa dello show. E a quanto pare del comportamento degli uomini che, pur di salvaguardare ciò che amano, si ostinano a non valutare le conseguenze delle proprie azioni.

11.04.2011

4.05 "Novation"

Se dopo tre stagioni non avete più alcuna certezza e pensate di non sapere più in quale Universo di Fringe state sbirciando... sapete come si sente Peter Bishop.

Bene. Adesso reagite.

Forte delle sue ricerche sui dischi di memoria degli ShapeShifter, Peter si rende velocemente indispensabile al team. In cambio vuole solo un colloquio con Walter a cui chiedere l’aiuto necessario per ritrovare il suo posto nell’Universo. Poca roba...

‘Mad Scientist of the Week’ è Malcom Truss, ex ricercatore presso Massive Dynamics sulla replicazione cellulare, rapito dalla bella ShapeShifter interpretata da Michelle Krusiec già in 4.01 Neither Here Nor There.

10.14.2011

4.04 "Subject 9"

Attenzione: questo articolo contiene una marea di spoiler!

Un orgasmo mondiale, cresciuto lentamente durante la lunga pausa estiva, è finalmente arrivato al culmine propagandosi su Twitter tra urla di piacere: Peter Bishop is back! Con un colpo di scena da maestro, Peter (nudo come Elizabeth l’ha fatto) riemerge dalle acque del lago Reiden come la Fenice risorge dalle ceneri, come Excalibur stretta nella mano della Dama del Lago, come... fermatemi, please!

Aggiungo solo, e per questo farò rabbividire molti fan, che per me Fringe sarebbe potuto finire qui lasciando all’immaginazione di ognuno il resto. Sarei stato soddisfatto e avrei finalmente superato il mio terrore per l’odiata, maledetta, brutta conclusione di Lost. Thanks God, gli autori non la pensano come me. Ma andiamo con ordine.

L’episodio riprende da dove si era interrotto il precedente e Olivia si trova a decidere se Walter sia abbastanza stabile mentalmente per evitare un nuovo ricovero al St. Claire.

Walter, stimolato dalla minaccia incombente, decide di abbandonare il laboratorio da cui non esce da anni per aiutare nell’indagine su una potente forma di energia elettromagnetica che sembra volersi mettere in contatto con Olivia e che li porterà a rispolverare i file sugli esperimenti col Cortexiphan moltiplicando i sensi di colpa dello scienziato.

10.07.2011

4.03 "Alone in the world"

Attenzione: questo articolo contiene una marea di spoiler!

Un altro splendido titolo per un episodio che indaga a fondo nella psiche del Walter Bishop che stiamo conoscendo: un uomo che non ha avuto la possibilità di riscattarsi dal senso di colpa per la morte di Peter bambino e per quella dell’AltPeter nel lago Reiden.

Del resto coprire tutte le superfici riflettenti del laboratorio per non avere le allucinazioni dello sconosciuto che lo perseguita non è che la metafora del non voler vedere la colpa nei propri occhi.

E proprio come in un gioco di specchi deformanti anche Aaron, il giovane protagonista dell’episodio, pare essere solo al mondo. Un uomo senza un figlio, un ragazzo senza padre. Un altro giovane che Walter sembra non avere la possibilità di salvare non ostante tutta la sua scienza.